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Velocity Based Training (VBT) #2

2021-03-22 12:43

Massimiliano Maola

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Velocity Based Training (VBT) #2

Parlandomi dei benefici fisici dello Yoga (che pratica quotidianamente), a fronte di una mobilità e di un benessere mai riscontrati prima, Massimilian

Parlandomi dei benefici fisici dello Yoga (che pratica quotidianamente), a fronte di una mobilità e di un benessere mai riscontrati prima, Massimiliano mi raccontava di notare una perdita dei volumi, specialmente negli arti inferiori.

Gli propongo di allenare insieme le gambe (Back Squat e Stacchi Rumeni).

Prima di iniziare gli chiedo dei massimali nei due esercizi, mi risponde che, pur avendoli, non li possiamo prendere in considerazione perchè datati.

Massimiliano, da buon professionista, ha ragione e, come se non bastasse, l'1RM è soggetta a variazioni giornaliere dovute a situazioni “critiche” esterne che possono essere immaginate come un qualcosa che “turba” un equilibrio già esistente.

Nelle Preparazione Atletica, ma anche nel Personal Training, in funzione della specificità che vogliamo allenare (nel nostro caso l'Ipertrofia), e quindi dell’adattamento ricercato, dobbiamo selezionare, per ogni esercizio, una % di carico rispetto all’1RM (ripetizione massimale).

Come fare se non abbiamo i valori di di 1RM? Invece di tener conto del massimale andremo a monitorare la velocità di esecuzione.

Possiamo infatti utilizzare un dispositivo con all’interno dei sensori (un giroscopio, un magnetometro e un accelerometro) che sono in grado di rivelare la velocità con cui eseguiamo ogni sollevamento del peso.

Usando la velocità di esecuzione (come parametro per monitorare la sessione di allenamento) diventa molto più semplice personalizzare il nostro workout.

Perché?

Nel nostro caso, per ottenere l’adattamento ricercato - che ricordiamo essere l’ipertrofia - la % di carico che dovremmo considerare risulta essere compresa tra il 65 e l’80% dell’ 1RM.

Il range di ripetizioni tra le 5 e le 15.

0,5 e 0,75 m/s come velocità di esecuzione (è un’approssimazione perchè questo parametro varia, anche, in funzione dell’esercizio).

Considerando questi parametri, abbiamo applicato il sensore al bilanciere e per ogni serie abbiamo individuato un carico che  consentisse a Massimiliano (che ricercava la massima velocità di esecuzione possibile) di lavorare con velocità comprese tra 0,5 e 0,75 m/s.

In caso di velocità (media) superiore a quella di riferimento abbiamo aumentato il carico nella serie successiva, viceversa, l’abbiamo diminuito quando la velocità era molto al di sotto.
 

Il dispositivo è, infatti, in grado di informarci ogni qual volta la nostra velocità di esecuzione è troppo bassa rispetto a quella prefissata (nel video si notano alcune ripetizioni non eseguite alla velocità richiesta, compare un avviso di colore rosso).

 

Per collaborazioni su Roma e per avere maggiori info sul dispositivo utilizzato scrivetemi in pvt.

 

 

 

 

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